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"Ci vuole un senso" e i Nomadi ce l'hanno

Successo di pubblico ad Adria per il Tour Teatrale 2007

Grande evento musicale al teatro comunale di Adria con "Ci vuole un senso" il Tour Teatrale 2007 dei Nomadi. Un pubblico delle grandi occasioni ha accolto il sestetto Beppe Carletti (tastiere e pianoforte), Danilo Sacco (voce), Massimo Vecchi (voce e basso), Cico Falzone (chitarra), Daniele Campani (batteria) e Sergio Reggioli (violino, percussioni, whistle).

Una delle formazioni epiche della musica italiana con 45 anni di storia alle spalle, 150 fanclub sparsi in tutta la penisola, da anni impegnati in iniziative umanitarie, per la prima volta si esibisce nei teatri, ambienti piu' raccolti ed intimi molto diversi dai consueti stadi e palasport.
Dopo un primo brano di riscaldamento, il gruppo sfodera "Ci vuole un senso", accompagnato da cori e battimani, un'inedito tratto dall'ultimo doppio live gia' disco di platino, "Nomadi & Omnia Symphony Orchestra", 32 brani tratti dal loro vastissimo repertorio di 262 canzoni, uscito il 12 ottobre e registrato con l'Omnia Orchestra di 79 elementi diretta dal maestro Bruno Santori.

Colpisce la voce tonante e il look da charlotte di Danilo Sacco, scarpe anni '30 e bombetta, e il fondale, pentagrammi disegnati come fasci di luce. Scambi di battute simpatiche introducono il secondo inedito "La mia terra", cantata da Massimo Vecchi. Morbido e poetico l'arrangiamento di "Noi non ci saremo" di Guccini, i cui suoni delle tastiere di Beppe ricordano un suggestivo oboe. Ancora siparietti e via con "Dove si va" caratterizzata dalle calde sonorità del violino, per arrivare a "Io voglio vivere", dedicata ai morti sul lavoro.

La gente salta, canta a squarciagola e tiene il tempo in sincrono con la band anche negli stacchi finali. Spunta sul palco la bandiera del Tibet con la scritta Pace e libertà sempre Nomadi, Danilo accenna alla poca attenzione dei media sulla visita in Italia del Dalai Lama, Nobel per la pace (che hanno già incontrato più volte, ndr). Luci soffuse e un bell'incastro violino e pianoforte in "Stella d'Oriente", un cambio di chitarra singolare introduce "Riverisco lor signori" con tin whistle azzeccato e coro della platea, fino a "Così quando il sole muore" dagli arrangiamenti country-folk.

Dopo la tranquilla "Il tempo che se ne va" sul palco sventola una bandiera sarda con codazzo di battutine ammicanti del pubblico. Proseguono con il reggae "Voglia d'inverno"cantata da Massimo, sul finale citazione di "Oye como va", gran spolvero di chitarra e stacchi rielaborati. Carletti imbraccia la fisarmonica, è l'ora di "I ragazzi dell'olivo", brano che termina con velocità progressiva tipo sirtaki. Dopo la poetica e suggestiva "Il vecchio e il bambino", riprende il rito dei messaggi e dediche al gruppo che si interrompe per "Angelo Caduto", rarefatta e fusion la chitarra. Omaggi (alcolici, ndr) giungono sul palco e via con "Stella cieca" e "La libertà di volare" che induce una riflessione sul tema della pace.

Nel finale i grandi cavalli di battaglia che tutti si aspettavano, "Canzone per un'amica", "Dio è morto" con arrangiamento più moderno, e la famosissima "Io vagabondo", preceduta dalla lettura di dediche e da un inciso su come la mancanza d'informazione sia uno dei mali della società. Due i bis.

Da segnalare lo sforzo dell'amministrazione pubblica e dei volontari della protezione civile che ha permesso di destinare le barcacce del teatro ai portatori di handicap.
Il grande momento di vitalità del teatro di Adria è testimoniato non solo dalle valide proposte di musica, prosa e balletto ma anche dall'istituzione dell'Ufficio del Teatro Comunale rispondente direttamente al sindaco Antonio Lodo che ha lo scopo di proporre eventi culturali di grande prestigio. La Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo stanzierà inoltre 800mila euro che permetteranno il completamento del progetto di sistemazione. Con il nuovo anno sarà attivo il sito web realizzato dall'amministrazione e In più Group in collaborazione con Paesi.com.

(Piera Marsilio)

e inoltre leggi l'intervista a
Beppe Carletti storico leader

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